Antonio Bertoli

PROMETEO
(pellegrinaggio interiore)

I.

Serpente Verità
Bella Kundalini
Dea Madre dalle grandi tette
culo bianco di Saffo sesso rosa di dea
Artemide in caccia Venere schiumosa
il fallo di Pan albero dei boschi
lo sperma schiuma d’onda marea di lombi inarcati
e le immagini vive le immagini vere
rimbalzano da una parte all’altra del cervello
digitali e analogiche Mente unicamerale Poesia
Così nacque Omero cieco di morbo orbo di delirio
e poesia e vita grand’incanti e magie
umane gesta e divine Dei Dee Uomini Donne e Titani
s’innalzano al mondo al futuro al mito
Comprensione del Cuore Emozione della Mente
Bisogno del Sesso Desiderio del Corpo
Comprensione del Sesso Emozione del Corpo
Bisogno del Cuore Desiderio della Mente
in reciproco scambio e indicibile sistema
Immateriale coscienza inattingibile alchimia
quinto centro quinto elemento quinto versante
impensabile centro che solo il sangue può ideare
solo il corpo
inerme
di fronte all’eternità
del proprio irrisolto destino.

Ci fu un tempo come lupo d’inverno
anni come draghi di fuoco
e lente barche di legno sul mare
otri d’olio e salamoia di pesce
Tempo di guerrieri senza parola
di donne lisce di lingue
che s’incontrano in bocca e in città
lontane Mani che accarezzano sessi
come voragini e colonne di marmo affusolate
nere figure su fondi arancione elmi
piumati a spazzola bianca lance lunghe diritte
Nel conflitto incarnato la guerra del cielo
l’anima penzolante di Psiche Cupido
irrisolto scaglia bianche frecce vere sui petti
insanguinati dell’essere Oblìo
del tempo Oblìo della conoscenza
Dio erano gli Dei e l’illusione un gioco di specchio
riflesso sul presente prolungato d’un’eterna vita
Ci fu un tempo per rubare il fuoco ch’era nostro
agli Dei e rendere immortale il fegato contro il becco
dell’aquila di ferro Tempo d’Atlante che il mondo sorregge
e muove Oceano che ancora ci scuote ci muove
ci ama Tempo di Sisifo senza fatica
né tempo che innalza il nostro eterno anelito
all’eterno l’eterna impermanenza della permanenza
il mistero senza enigmi della sfinge inconscia
il sabotatore interiore che vivi ci vuole e non morti.

Chi conosce Caino e chi Abele?
Chi Adamo e chi Eva?
Cosa è Seth e YHVH?
Quando abbiamo imparato il potere dei testicoli
per testimoniare e imporre il nuovo universo paterlineare
per imparare il ruolo di padri e dare un senso al maschile
nel senso ampio della vita della riproduzione della specie?
Chi ha annichilito la Dea e il suo diamante di carne
chi ha cancellato il pelo dalla vagina della Vergine?
Chi ha confuso il Figlio col Padre per non essere Uomo
obliando per sempre il Dio che ci muove e siamo?
La bestia cresce si sviluppa e muore
stella nana dissolta in cometa
L’essere cresce si sviluppa e vive
sole giallo circondato da pianeti
Nei visceri della terra nel segreto del corpo
nell’abisso del cielo nel cielo del cuore
affonda le radici l’albero di Eden
il frutto che mai abbiamo gustato se non
per intermittenze del cuore se non
turbati dalla conoscenza del serpente di mela.

C’è stato un tempo poi
di generazioni infrante e di fango sul sole
Tempo d’infamia e lento rigurgito
cicogne appoggiate al muro demoni in testa
uncini di non senso nei solchi dell’encefalo agonie
roghi preghiere fissazioni concezioni spiegazioni
uomini in croce donne vergini puttane
madri e troie uomini impalati truci culattoni
senza dio né arte né parte
Ci fu un tempo di errore
in cui la biscia ha lambito la mente
covando serpenti nel midollo nel senso
ragione di luce tenebra della mente
il settecento si è masturbato dentro i confessionali ecclesiastici
ha pregato nei bordelli ha stuprato bambini interiori e titani
glorificato mostri Napoleone il nano imperioso
imperiali enciclopedie dell’orgoglio saghe infernali galere
fratricidi incesti abusi e macchine scoperte industrie
il vapore che muove la vita e annebbia la vista
il petrolio che muove la vita e oscura la vista
Il capitale in testa nel cuore nel sesso
galline dalle uova d’oro polli dalle uova di ferro
anime incartate e casseforti nel cuore
Ordini ordinati impartiti da partiti
Carlo Magno e il Papa
il barbaro papa imperatore Mao Tse Tung
il grillo parlante e il principe azzurro
le suore sorelle i frati fratelli i preti ostrogoti
Lucy sprofonda nel deserto d’Africa
senza Darwin
non ne avevamo bisogno
Neanderthal è mio cugino
l’Australia è dietro l’angolo
il Perù è casa mia
l’Egitto al supermercato
Stonehenge al capolinea.
.

Ecco vedi
questo non è uno sfogo non è una predica
io nemmeno so come mi chiamo davvero
come potrei dirti dunque che ti amo
che amo l’essere essenziale che tu sei
La poesia è un’arte senza meta volta solo al benessere
a guarire senza capire senza conoscere senza desiderare
La poesia scivola lungo la bocca con le sue sporche parole
discende lungo l’esofago fino allo stomaco
per sporcarsi ancora di più
riceve il verde sporco della bile
il marrone scuro del fegato
il giallastro del pancreas
usa le glicerine delle viscere
le acque scure dell’intestino
le ulcere del colon
gli spasmi dell’ano
la poesia è merda cagata da un essere
meravigliosa merda perché meraviglioso è l’essere
merda santa perché l’essere è santo
merda benedetta perché l’essere è benedetto
merda dura perché l’essere è duro
merda tenera perché l’essere è tenero
merda creata
e quindi potente come la prima
creazione come il primo atto
come l’uno
dimenticato.

II.

L’essenza si avvolge nelle spire sinuose del presente
si contorce la realtà in illusione e parvenza
s’aggroviglia in incanti e fugaci turbamenti
capire mendace bisogno indotto colori spuri
sangue raggelato sui sentieri di neve della mente
corvi che gridano neri sul grigio cielo del cuore frodato
rossi incolori e pallidi tumulti, finalizzazione senza speranza
relitti emotivi naufragio del pensiero infarti del desiderio
nevrosi del corpo oltraggio dell’essere.
Inganno inganno ci hanno ingannati
e con me mio padre mia madre i miei nonni le mie catene il mio tesoro
bende nere al posto degli occhi
Filosofie e religioni Arte e ragione Oblio e magia nera
La storia raccontata inventata negata
L’eterno due e due quattro Il sacrificio il lavoro la democrazia

Ah che verità è mai questa che m’incatena senza liberarmi?
Quale vacuo sogno fa di me un anelito senza terra?

In assenza di pienezza solo esiste mutamento senza evoluzione
senza ma con comprensione
senza ma con desiderio
senza ma con bisogno
senza ma con emozione
In assenza e presenza di fiori e profumi s’ingannano i sensi
l’ape non punta il pistillo
la rondine non fa primavera
l’armatura arrugginisce la scala crolla le ginocchia cedono
Reagire

reagire sollevarsi rispondere
Ma reagire non è agire
non significa partire
non vuol dire creare.

Farsi attraversare dal non senso
sprofondare nel vuoto delle tue stesse parole
fidarsi della tenebra che risplende di buio laggiù
nel profondo di te stesso dove Lucifero strabico
ti saluta con le unghie e la pancia gli sorride cinica
discendere strisciando nel colon merdoso della tua vita
rinchiuso finalmente nella prigione del corpo
nella cella umida e gelatinosa del tuo intestino
fino in fondo scivolando sempre più giù
sempre più dentro ed ecco la croce profonda
che ti assassina e ti risorge di sollievo
per coloro che sono stati e che saranno
per te e per gli altri
per il mondo intero e i mondi tutti
la croce gravida e dolorosa solo di cose non tue
piena del tuo tesoro smeraldino e trismegisto
Ecco così che aprendosi la ferita del costato
in uno scoppio di risa subito essa si richiude
le spine diventano rose la croce segreto rivelato
nessun enigma più tu ne sei distolto per sempre
e finalmente puoi assaporare
il primo gesto che ha dato origine alla luce.

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