La coda della galassia
Autori Vari
Antologia poetica
a cura di Alessandro Ramberti
€ 15,00 pp. 432 (Imprinting)
ISBN 8887808724
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Questo libro è un’avventura a cui hanno partecipato con entusiasmo 21 autori che troverete qui raccolti (v. assaggi a lato), note introduttive di Gian Ruggero Manzoni, Davide Rondoni e Martino Baldi.
Alcuni poeti li conoscevo da tempo; altri sono conoscenze “virtuali”, recenti, occasionali; altri mi sono stati consigliati. Difficile dunque trovare un fil rouge, se non un soggettivo gusto personale: credo però che tutti loro intendano la poesia non come un gioco di citazioni, di mera bravura letteraria, di sfogo per le personali frustrazioni, ma come un dare voce all’oltre, un dare suono al senso, un interpretare (anche con una valenza profetica) la realtà del mondo e delle relazioni umane all’inizio del terzo millennio.
Il titolo dell’Antologia si ispira a questi versi:
Sulla coda della galassia
Con grandi percussioni il cosmo cambia
i buchi sono fori tautologici
vi cade e vi sparisce l’energia
non ne sappiamo nulla
se nuova forma o vacuo
universale vi si addentra –
guardami le gengive, i denti
fanno luogo a ponti –
accoglimi con i miei vuoti
meno pericolosi degli spigoli
sommersi: non navighiamo a vista?
Mònitora il radar con lentezza
quando sei fragile e chiudi il cuore
i banchi toccheranno il pelo
dell’acqua e forse si incaglierà
la prua della ragione.
Resta con me al timone
e la spirale di questa piccola
galassia saprà soffrire
assieme ai suoi pianeti
che hanno raggruppato nella volta
le figure di una sapienza antica:
sono i progetti che fanno un po’ terrestre
il nostro cielo, più cosmico il margine
di spazio terra-terra.
“Il primo dovere di un poeta, in quanto donna e uomo di cultura, dovrebbe essere la ricerca della verità, riconosciuta come aspirazione e compito universale della ragione umana, che si persegue tramite un cammino intellettuale segnato dall’onestà, dalla serietà e dal metodo, pur nella consapevolezza della parzialità di ogni conquista e di ogni conoscenza. La verità non è solo valore da contemplare, ma anche guida per l’azione personale e sociale e criterio per la costruzione e per la costante revisione delle istituzioni e delle imprese umane. Il poeta non dovrebbe, perciò, essere mai indifferente nei riguardi degli sforzi con cui si costruiscono e si riformano le istituzioni, e con cui si affrontano, ad ogni livello, problemi di sopravvivenza e di convivenza, e dovrebbe rifiutare, soltanto, di trasformare la passione per le idee e per il cambiamento in proselitismo, in insulto, in indifferenza, in disprezzo per le persone.” (Gian Ruggero Manzoni)
“Ecco, la mia impressione è che negli ultimi tempi siano passati in troppi a cercare di raccogliere i frutti nell’orto della poesia, e con tutti i mezzi. Tutti a raccogliere e pochi, pochissimi a seminare. Per questo ritengo, ma è opinione tutta personale (ci mancherebbe!), che questo libro sia un libro utile in quanto libro di semina. Un libro che getta un sasso in acque stagnanti. Un libro che sgaruffa la pettinatura perfettina del ginnasiale che con la giacca e la cravatta del papà prova a fare il grande e finisce per crederci troppo.” (Martino Baldi)
“Di molti qui presenti mi hanno colpito alcuni testi. Non c’è luogo né tempo qui per indicazioni critiche. Ma ecco alcuni nomi, perché non mi tiro indietro dal compito della preferenza, poiché senza preferenza la vita non procede: dico l’asciuttezza vivace di Caterina Camporesi, il diario accanito e tenero di Chiara De Luca, la apertura di Pietro Federico. E poi: alcune cose di Nannini, certi sperdimenti di Nota, la furia percettiva di Sinicco, taluni esatti acquisti visionari di Tuzet, la simplicitas della Zuccaro, certi crampi della Bertozzi.
Altro, molto altro e più esattamente si potrebbe dire, e si dovrà farlo.” (Davide Rondoni)